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RIVALTA VERONESE, TERZA TAPPA: I DRAGONI METTONO PAURA A TUTTI


Penso ai molti che si sono registrati il torneo su Sky e che se lo vogliono vedere tranquilli e non svelerò subito i risultati. A tutti costoro anticipo però che ieri poteva essere la giornata buona, poi sembrava che il sogno svanisse nel nulla e poi, con un po’ di suspance, ne è venuto fuori un bel risultato. Ecco, voi che non volete sapere i risultati fermatevi qui.


Per tutti gli altri dirò che il girone si è presentato da subito come difficile ma non impossibile, con la prima partita contro Modena che era già decisiva. E per la prima volta nella sia pur breve storia del touch italico, i Dragoni battono Modena per 5-4. Sembra già di avere un piede dentro le semifinali, perché i Brianza, forti della presenza dei due francesi, sembrano avviati verso la conquista del girone (con loro perdiamo 4-1). Ma poi avviene l’imponderabile; forse peccando si supponenza o forse per eccessivo conservativismo, i Brianza contro Modena risparmiano i due francesi per la fase finale e vengono randellati da Modena. A questo punto, i Dragoni per passare il turno non solo devono battere i Mastini, ma devono farlo con 8 mete di scarto se vogliono pareggiare la differenza mete. E vanno in campo per farle. I primi 5 minuti ci vedono sul 4-0, poi però si cala, i Mastini ne mettono una, e insomma finisce “solo” 6-1. Sconforto, delusione perché battere Modena e giocare bene erano due risultati che meritavano di essere premiati. Poi un urlo, perché scopriamo che in caso di parità valgono il numero di mete fatte e non la differenza mete. Sembra fatta, ma c’è un ma. I Brianza, a questo punto fuori dai giochi, fanno ricorso perché in disaccordo con la decisione. Passano minuti tesi con il consiglio riunito che però alla fine conferma il criterio di scelta. Siamo in semifinale contro i Bandiga. Partiamo forte con una meta e arriviamo a condurre per 3-1, poi però, alla distanza veniamo ripresi e messi sotto: 5-4 per loro. Finale 3° e 4° contro gli Orange, finora gli ossi più duri per noi che si confermano tali relegandoci quarti. Soddisfatti? Senz’altro, però, però, poteva essere veramente il giorno di grazia. Senza qualche errore qua e là potevamo veramente giocarci la vittoria. Intendiamoci, gli errori li hanno fatti anche gli altri e significava infilare un paio di partite perfette, ma perché no? Era alla nostra portata. Magari questo risultato ci può dare quell’iniezione di fiducia che serve per fare l’ultimo metro.
Il torneo ha visto vittoriosi i Modena (quelli da noi battuti e che rischiavano di essere fuori dalle semifinali), che regolano in finale i Bandiga, terzi gli Orange, quarti i Dragoni, poi Brianza, Dolcè, Taranto (piccoli passi ma continua crescita per loro), Mastini. Non ho fatto conti precisi, ma in classifica generale gli Orange sentono il fiato sul collo degli inseguitori Bandiga e Modena. I Dragoni sono quarti.

Qualche nota tecnica qua e là, contando che si esprima più diffusamente chi più deputato. Questa volta niente mete di rapina: tutte le mete sono venute da azioni manovrate, ed è un passo avanti enorme per quella che è stata finora la nostra più grave carenza, e risultato notevole per una squadra che per vari motivi difficilmente riesce ad allenarsi insieme. Difesa che invece non è sempre una cerniera solida e su cui c’è da lavorare. Condizione fisica, messa a dura prova dal caldo, un po’ in sofferenza. Auguri agli infortunati Tom e Cath.

Note di colore sparse: capitan Peo si riprende i gradi e per mettere in chiaro i suoi rapporti con la dea bendata vince 5 sorteggi su 5.
Prima della partita contro i Mastini (mi pare) Riccardo ci riferisce che gli arbitri hanno notato troppi tocchi duri e a partire dalla prossima partita saranno più severi. Non passano due minuti che la matricola Antonello (comunque ottimo esordio il suo), preso da furore agonistico, non contento di avere riacchiappato l’avversario in fuga, lo prende a due mani, lo porta fuori dal campo e lo scaraventa contro la rete (qualcuno lo ha sentito anche leggergli i suoi diritti). A nulla valgono le pronte scuse del nostro: fuori, unico caso di espulsione temporanea da quando il touch è arrivato in Italia.
Ma parliamo anche di quando a Riccardo è stato fatto credere che la nazionale aveva battuto il Sudafrica; la sua espressione e la foga con cui ha verificato subito il risultato sul blackberry non hanno prezzo.
O di quando il sottoscritto cerca il cambio perfetto con Diego C. sul lato box: dai cinque metri porto la palla esattamente dove volevo davanti ai piedi di Diego che deve solo entrare, raccogliere e volare in meta. “Touch” grido, e schizzo fuori dal campo. Ma perché Diego non raccoglie? Perché Riccardo mi guarda con sguardo assassino e forse mi dice cose irripetibili? Forse perché ho detto “touch” ma non c’erano avversari nel giro di due metri?

Amenità a parte, l’invito a fare vedere i sorci verdi alle squadre avversarie è stato accolto. Vedremo se per l’ultima e decisiva tappa coglieremo ancora qualche scalpo eccellente; vista la situazione là in cima alla classifica, potremmo risultare decisivi per il risultato finale.

Danilo

1 commenti:

Dragoni ha detto...

siete stati GRANDI!

 

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