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SUDORE E SANGUE

Penso che un po' tutti ci ricorderemo di questo torneo... Massacrante, davvero, per il livello degli avversari e per la durata delle partite.
Lasciamo sul campo due compagni: Max che si procura problemi muscolari ad un polpaccio e Gio che in un'azione di gioco effettua una rotazione innaturale del ginocchio.
Io ci metto del mio atterrando sul pallone in un tentativo di meta contro gli Orange ma nulla di che a parte il dolore alle costole che tuttora mi perseguita.
Gli altri non sono da meno, alla fine perlomeno lasciamo tutti in campo gambe e polmoni.
I risultati sono severi ma come si diceva, il livello delle partite non era da sottovalutare. Alla fine delle 5 squadre a Torino, probabilmente 3 si giocheranno il titolo nazionale.
Al di là del passaggio a vuoto con i Leprotti, giochiamo 3 partite al massimo delle possibilità. Abbiamo tanto da migliorare ma di torneo in torneo vediamo i risultati crescere. Alla fine in attacco scopriamo che sappiamo fare male anche ad Orange e Bandiga. Con questi ultimi soprattutto, giochiamo liberi da pensieri e mostriamo a tratti bel gioco e soprattutto sprazzi di touch rabbioso e rapido. Alla fine 3 mete sul campo dimostrano che anche i Dragoni vogliono quanto meno far vedere ciò che sono capaci di fare, a tutti.
Un'intensità al di sopra delle nostre possibilità veste questo torneo di sfumature epiche che chiudono una giornata difficile ma che ci permette di guardare avanti con forza e voglia di fare.
Una valutazione personale mi fa pensare che contro squadre veloci non possiamo fare di meglio, ora. Negli scontri diretti con squadre più alla nostra portata dal punto di vista atletico, invece, i risultati ci hanno sempre sorriso. Sì può svoltare ? Se sì come ?

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Due cose mi porto a casa da Torino: la commozione di Peo alla fine del torneo e la frase di Emanuele: le nostre partite devono essere le altre.

Andrea

Anonimo ha detto...

abbiamo un moivo di orgoglio: i nostri U17!!!!
senza paura!!!!

Andrea

Pippi ha detto...

è stato bello esserci è stato fantastico stare assieme con allegria e serenità...orgogliosi di aver fatto comunque sudare l'avversario...
cuore colmo di emozioni e di affetto..."la commozione di Peo" a fine torneo, il bel gruppo una squadra unita.
come mamma emozione aggiunta per l'esordio di Leon!
come vecchietta la felicità di aver fatto pure meta ;-)
come Zia Dragona dei giovani giocatori..."Bravi belli di zia!!!"
Rivedere gli amici avversari...una grande giornata di Touch!
GRAZIE A TUTTI!!!!

Giorgio ha detto...

Essere un Dragone è per me un onore e un privilegio

Anonimo ha detto...

ho trovato questa bellissima lettura del torneo da parte degli Orange che voglio condividere coi voi:

Credo di averlo scritto qualche settimana fa, quando non c'era verso che gli Orange perdessero una partita; quando giocavamo con la rosa al completo, comodamente vicini a casa nei tornei della Carnival Cup. Ebbene dicevo che ci aspettava una grande prova prima di poter dichiarare davvero iniziata la nostra stagione; ci mancava la nostra prima sconfitta e la prova di saper reagire e saper fare tesoro, come solo i veri sportivi sanno fare, della lezione subita. Non mi stancherò mai di ricordare una massima del rugby che io estendo senza dubbio al Touch: "nel Touch non si perde mai, o si vince o si impara qualcosa".
A Torino gli Orange hanno imparato certamente qualcosa. Di sconfitte ne sono arrivate addirittura due di seguito. La prima sconfitta l'abbiamo subita ad opera della corazzata Bandiga Rovigo, quest'anno davvero impressionante per quanto riguarda la competitività e la continuità di rendimento. Grazie ad un'ottima campagna acquisti e ad alcuni innesti dal mondo del rugby, i nostri amici rivali rodigini quest'anno possono disporre di una panchina lunga e di qualità che gestita con attenzione per dosare le energie dei loro playmaker, rende davvero arduo il compito di individuare in loro un punto debole.
La seconda sconfitta, inaspettata quanto giusta per quel che si è visto in campo, è arrivata ad opera dei padroni di casa Leprotti Torino. Che fossero giovani e atleticamente prestanti era cosa nota ma che fossero già giunti ad un livello di preparazione tecnico tattica sufficiente per posizionarsi con autorità tra le migliori squadre del panorama italiano è stata una grande sorpresa. Grandissimi complimenti a loro che renderanno i prossimi appuntamenti ancora più divertenti e combattuti.
Complimenti per aver onorato il campo in modo eccellente anche a Tucanò Monza e Soprattutto ai Dragoni Milano che schierando una formazione davvero giovanissima, fanno capire di essere proiettati verso un futuro radioso.
Quindi cosa hanno imparato gli Orange a Torino? Hanno imparato che l'umiltà è sempre la migliore delle doti di un buon sportivo. Hanno imparato che per giocare ad alto livello bisogna prepararsi bene a livello atletico e che essere ben allenati rende più divertente il gioco. Hanno imparato che in 11 si può vincere una partita ma non un torneo. Che quello che conta è la squadra. Che dare il cento per cento per la squadra significa rispettare i compagni e guadagnarsi la loro fiducia incondizionata. Che perdere contro avversari più forti non è un disonore ma riprovarci la volta successiva è un dovere. Che il Touch è un vero sport di squadra e due assist valgono il doppio di una meta.
Avranno capito anche come battere Bandiga e Leprotti? He he, questo non lo scrivo ma potete stare certi che ci lavoreremo sopra già da martedì sera.
Coach Piovra

MaryCraist ha detto...

cosa mi porto a casa io da questo torneo?
la soddisfazione di aver giocato fino alla fine (del torneo, del fiato e delle energie disponibili!)
la bellezza di essere squadra tra le squadre
la commozione di Peo a fine torneo
Giacomo che si scusa (si scusa, capite, lui!!!) di non essere riuscito a farmi fare meta sul campo di Torino
le risate che non mancano mai
il premio touch spirit ... se non sbaglio per la prima volta conquistato dai Dragoni, e per di più con una motivazione moooolto onorevole

... e potrei andare avanti ancora a lungo!
concordo con Giò, essere un Dragone è anche per me un onore e un privilegio!

 

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