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DRAGONI ALLA NOVELLO CUP





Un Novello Amarone.. ma non troppo.
Seconda tappa della post-season autunnale del circuito Italia Touch, dopo la luculliana sortita nelle terre dei tortellini del Lambrusco e dell’aceto balsamico, la scia culinaria ci attira con le sue fragranze nella terra del vino Valpolicella e dei suoi fratelli nobili Amarone e Recioto. Sfortunatamente per me tali effluvi si rivelano mefitici e infatti la mia schiena fa crack appena sceso dall’auto (forse era il mio corpo che diceva alla tua età meglio sollazzarsi a tavola). Il primo colpo d’occhio del campo ci restituisce l’immagine di una Family Cup più che di una Novello: si nota la presenza a bordo campo di una gran quantità di prole al seguito(bentornata Claudia dei Verona Touch), per non parlare di una coppia di arbitri con tanto di divisa che passeggiano mano nella mano per lo sporting club. Il novero delle squadre è stato ridotto rispetto alla maratona dello scorso anno e questo ci regala un’ora di sonno in più, più scarna è la partecipazione straniera e si riduce a tre sole squadre gli olandesi NOFD di Amsterdam, nostra vecchia conoscenza per avere vinto il Torneo di Berlino, e gli svizzeri dei Baden Banditos e dei Geezers Zürich. Veniamo però ora alla ciccia, ci tocca il compito di migliorare il disastroso 17° posto dello scorso anno e non sarà difficile visto che le squadre sono 12. A una prima occhiata il nostro girone sembra duro ma abbordabile. I primi avversari sono i Banditos di Baden(CH) squadra che già avevamo affrontato nella Novello 2014 (sconfitta 4-1) e nel torneo di Berlino (vittoria 4-2), seguirà lo scontro coi padroni di casa e infine la sfida impossibile con i Tutti Neri rodigini. Dragoni Milano – Banditos Baden 2-6 Rispetto agli scontri precedenti ritroviamo il neozelandese Earl-Jae Tanoa(grazie Fb), “ragazzotto” dall’agile cambio di passo e dall’aspetto molto “etnico” (dreads legati dietro la testa, lineamenti polinesiani) subito ribattezzato Parco Sempione. C’è poi 40enne dall’aspetto e modi chiaramente anglo-sassoni(pure lui con prole al seguito), Alex Mc Ramon, che funge da allenatore-giocatore(altra info fb) di una squadra con molti esordienti ed esordiente da far maturare. La partita ha un inizio molto equilibrato botta e risposta, poi loro avanti per 3 a 2 e infine in fuga fino al 6 a 2. È un peccato perché non parevano irresistibili, praticavano un gioco poco vario, imperniato sulla regia del coach, che con dei semplici split dumps e qualche finta di passaggio a messo a nudo le nostre indecisioni nell’azione di slide in difesa e la mancanza di chiamata delle marcature. L’acme dell’incontro è l’innovativo saluto di fine partita dei Banditos che prima si piegano sul terreno formando un capannello e poi si alzano mimando con la mano e le bocche una salva di colpi sparati per aria. Dragoni Milano - Verona Touch 3-2 (1-2) La vista delle squadre schierate sembra un déjà-vu, perché dopo un anno sabbatico dovuto a infortuni sui campi e nelle alcove riappiano in campo i componenti di quello squadrone che fu Uto, Farina, Giordano, Mario. Partiamo con due punti di bonus donne peraltro bruciati dopo pochi minuti dalle loro imperversate sulle ali. Peraltro dopo tale drammatico incipit e una successiva nostra meta ci registriamo in difesa e non concediamo più facili superiorità numeriche. Loro ci aiutano con uno scarso eclettismo nel gioco, che quasi mai esula da vani tentativi di buco attraverso raddoppi e scambi orizzontali del pallone e così il risultato rimane inchiodato sul 3-2 maturato nelle fasi iniziali. Dragoni Milano -Bandiga 1-6 (1-4) Ed eccoci alla sfida con i Bandiga, ci servirebbe una vittoria per sperare nel passaggio del turno. I Rodigini, che hanno ceduto lo scettro di squadra da battere ai Brianza, iniziano a sentire il peso degli anni ma sono comunque una squadra temibile e soprattutto dei vecchi volponi del gioco, con mani sublimi e una capacità di muoversi sul campo, in grado di punire implacabilmente le nostre già rimarcate difficolta nel rischierarci. Per affrontarli occorre ritmo concentrazione e una sana cattiveria agonistica, cosa che siamo in grado di mettere in campo, per cinque soli minuti. Dopo questo la squadra, complice forse qualche elemento non in perfetta forma fisica s’affloscia e offre il fianco agli avversari che dilagano. Ci vorrebbe lo stesso affamato desiderio di vittoria che mettiamo nelle partite coi Brianza.. La sconfitta ci porta al terzo posto nel girone davanti a Verona ci toccano le finaline per i piazzamenti. Dragoni Milano -Barbarians 5-4 (5-2) Il panino allo speck messo a disposizione dall’organizzazione unito all’Oki Task di Rosy, che dopo un’ora abbondante di latenza arriva finalmente a irrorare i gangli della mia malandata zona lombare, mi consente di tornare in campo. Avevo già svolto un provino per i Bandiga, dove molto sadicamente Diego aveva ordinato un riscaldamento basato sull’esercizio del quadrato con passaggio lungo e corto, che con le sue torsioni del busto aveva messo impietosamente a nudo la mia rigidità. Il nucleo fondamentale dei Barbarians è costituito da giocatori dei Tucanò Paolo(ora coach a Parabiago), Stelio, Cono, Palmito, c’è anche Antonella di Parabiago, a cui si aggiungono via via giocatori di altre squadre. In questo caso a completare l’organico ci sono le temibilissime piccolette dei Leprotti Giulia, Marie, Antonella, per non parlare di Marica Vizzuso, la Genny Gattuso del touch. L’improvvisata compagine viene punita nelle prime fasi dalla nostra superiore organizzazione e dopo pochi minuti il bonus donne è ribaltato: 5 a 2, con tre mete di Lorenzo all’ala. Ma poi ci sediamo e i Barbarians quasi quasi ottengono il loro primo risultato positivo di giornata, 5 a 4 per noi comunque. Dragoni Milano -Orange 4-5 (Drop-off) La partita con gli ex campioni d’Italia vittime della scissione Dolomitica si annunciava come il classico stanco match per i piazzamenti meno nobili ( vale per la qualificazione alla finale per il settimo posto). Tuttavia gli Orange hanno in rosa dei giocatori provenienti dal rugby dotati di un cambio di direzione e un’accelerazione fulminante e infatti ci fanno due mete “bucando” fra link e ala. In un quinto tocco provo a entrare da mediano e sul loro contrattacco tardo ad accorciare sul loro elemento più veloce con i classici coscioni del tre-quarti e questo passa tra me e Rosy. Il ritmo alto unito che toglie ossigeno al cervello unito a qualche tocco al limite del lecito scaldano gli animi e rendono lo scontro accesso . In un tentativo di penetrazione un avversario subisce il tocco da mediano di Rosy, ma non lo ammette. L’esperta “Gorietta” sbotta e alla fine giustizia è fatta ( e meno male che era tornata in campo solo per necessità, perché fra mete, tuffi disperati per mantenere vivo il pallone, “immolazioni” tipo Calvisano sta mostrando una grinta invidiabile ). Riusciamo a recuperare il bonus donne con una meta di Tommy, che con un movimento “ad arcobaleno” aggira tre avversari e scivola in meta. Lo psicodramma scoppia apertamente nel finale: Mario tocca duro un Orange e viene chiamato il cambio forzato. Il nostro se ne esce maledicendo arbitri e avversari e soprattutto facendo piangere tutte le madonnine del Triveneto, ma incontra sulla sua strada un’Ambra Scoton(il refuso è volontario) più impettita che mai e viene espulso definitivamente. Brutto affare, perché ci tocca di giocare il drop-off in inferiorità numerica (5 contro 4). Nel convulso finale pure nanù Tommy ne ha per tutti avversari e colleghi arbitri. Il supplementare si gioca in una strana atmosfera , le altre squadre si scaldano per le partite successive incuranti di quanto accade nel nostro campo, dove si svolge una tenzone di un agonismo disperato e gladiatorio. Incredibilmente resistiamo all’inferiorità numerica fino al 3 contro 3, qui abbiamo più di un occasione per andare ad affrontare i Dolomitici. Avremmo anche vinto perché ci viene annullata una meta per un tocco dubbio e nell’attacco successivo i Bellunesi bucano una difesa palesemente stremata. Mister Calanni finisce inveendo contro i compagni che non hanno eseguito i suoi schemi. Il lato oscuro aveva ormai preso possesso di noi.. Dragoni Milano-Leprotti Torino 4-6 (4-4) Dopo un simile concentrato di emozioni, l’ultima fatica per il decimo con i Leprotti si rivela scontro sin troppo “educato” visti anche i buoni rapporti tra le nostre compagini. Diego sbotta, lui vuole vincere SEM-PRE, ma la partita scorre stanca, da ambo le parti. Alcuni Leprotti (le sole quattro moschettiere più Zap Lazzarato) hanno appena finito di disputare (con me tra l’altro) l’incontro per l’undecimo posto contro Verona. Nella prima parte arriviamo a dimezzare lo svantaggio del bonus grazie anche alla poi ribattezzata meta moviola, realizzata dal sottoscritto. Diego scarta veloce verso destra uscendo da un dump-split e mi scarica un pallone che io, alla velocità della deriva dei continenti, raccolgo per poi genuflettermi a schiacciare esattamente sulla linea di meta, mentre Giulia mi tocca. Diego mi rinfaccia la lentezza estrema del movimento ma l’arbitro mi salva allungando il braccio e segnalando la meta. Nella seconda parte dell’incontro purtroppo i piemontesi ci fanno un paio di mete che chiudono la contesa e il nostro torneo. Il decimo posto finale è chiaramente un passo indietro rispetto a Modena, dove avevamo ottenuto un quinto posto che avrebbe potuto essere di più se non avessimo incontrato sulla nostra strada i Brianza. Là avevamo vinto contro Tortellini e Leprotti, avevamo mostrato una solidità invidiabile e avevamo compensato con una brillante prova in attacco i problemi di assestamento in difesa (a quel momento non avevamo ancora disputato un allenamento insieme). Abbiamo inoltre pagato la non perfetta condizione fisica di qualcuno. Pur tuttavia a livello individuale ci sono state delle soddisfazioni per molti di noi, quali Lorenzo (3 mete contro i Barbarians), Pippi e MaryCryst ( 2 mete a testa e due partite disputate per intero da Pippi) , un Tommy finalmente self-confindent al centro, Mister Diego come sempre massiccio e incazzato. Pippi poi appare nel jpeg della classifica marcatori donne con Diego che capeggia ancora quella degli uomini. Per la cronaca il torneo è stato conquistato dagli olandesi (primi anche a Berlino) vittoriosi in finale contro gli “Svizzeri” dello Zurigo seguiti da Brianza e Bandiga. Il terzo tempo, complice gli impegni, è disertato dai più, partecipiamo solo io, Silvia, Mary Cryst e Diego e ci uniamo alla festa Leprotta per il compleanno di Giulia. Peccato per chi non c’era perché la lasagna era ottima e il tutto era annaffiato da un onesto, ma abbondante Valpolicella e, visto che l’enogastronomia è di moda, chiudo con una raccomandazione: Ristorante il Busolo a Lavagno, qui l’imponente matrona veneta Loretta saprà orientarvi nel mare dell’offerta mangereccia veronese e qui ho dimenticato i miei acciacchi con un antipasto di carne seccata, risotto all’amarone, e maialino alle cipolle. 


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