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DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A FORMIGINE(MO)


 

Come un sorso di Sorbara, aspro ma frizzante..  
Torneo del Fojonoco, Formigine(MO) 12.3.2016

Come superare le delusioni del “Chiolo”? Affogandole nel Lambrusco! E rieccoci dunque a Formigine -Modena- per la seconda edizione del Torneo del Fojonco. Peculiarità della location è l’intimo contatto con la vita locale: lo stadio degli Highlanders Rugby è in piena città e questo procura alla manifestazione una platea di passanti incuriositi da questa strana versione del rugby dove la gente si tocca invece di placcarsi per poi prodursi in strani movimenti sincopati. Tra gli spettatori accidentali possiamo annoverare persone a passeggio con il proprio cane, umarels illusi che tutto quel can-can sia la posa della prima pietra di un nuovo cantiere, casalinghe che si fermano a curiosare con il carrellino della spesa di ritorno dal mercato o che seguono le partite dalle finestre delle loro case a ridosso del campo preparando il soffritto. Diego si esibisce nella spiegazione della difesa shutdown usando delle bottiglie di plastica a mo’ di omini del subbuteo e attira l’attenzione – dall’altra parte della recinzione – di un quarantenne dal chiaro aspetto nipponico ma dallo sfavillante accento modenese.
Il Torneo - forse per l’eco della fama dei tortelli fatti a mano – ha avuto un altissimo numero di richieste, tanto che qualcuna ha dovuto ricevere un rifiuto. Vi è una nutrita partecipazione veneta: Bandiga, Dolomiti, Treviso Knights. La prima news di giornata è che i Brianza non vinceranno: sono impegnati a Nizza dove giungeranno secondi. Il risultato finale vedrà il ritorno alla vittoria dei Bandiga che sfoggiano una muta a tema Uomo Ragno, che sembra cadere a mo’ di pigiama suo fisici rodigini.
Veniamo ora a noi..
Dragoni – Rugby Imola 5-6 (3-6)
Anche in questa circostanza come a Monza ci sono diverse novità, nuovi elementi freschi da inserire: il Principe dei Palinsesti Andrea da Pisa che - dopo aver sistemato un documentario sull’ornitologia all’ora di cena - si sistema in posizione di link e la bella Caterina Xausa che da Treviso ha importato il suo esotico cognome e il sogno di diventare una grande Manager in campo medicale, una Rita Montalcini insomma, solo più giovane. Anche i primi avversari di giornata sono una novità: il Rugby Imola sarà la prima squadra romagnola a calcare un campo di touch, per la gioia di Silvia. Nel briefing prepartita Diego ci rammenta dei possibili rischi e consiglia di mantenere la difesa in linea, senza “spari”, pronti a scivolare compatti a destra e a sinistra, ma è tutto inutile perché – come già accaduto al Merla e in svariate altre circostanze - la corsa e le veloci trasmissioni della palla dei rugbisti del Santerno ci colgono completamente impreparati, bucandoci tanto al centro quanto fra ala e link. Giuseppe si esibisce un tocco un po’ troppo vigoroso sulla schiena.. proprio davanti ad Abble che ci fischia hard touch. Sull’azione successiva l’ennesimo cambio di direzione causa la meta decisiva: 5-6, il bonus donne non ci salva e dopo il pareggio sul campo col Collegno arriva la sconfitta, decisiva (i Romagnoli passeranno il turno a nostro discapito). In questa prima partita lo schieramento è stato:
Ali lato panchina: Maria e Pippi
Link lato panchina: Erik , Luke e ‘Pez’.
Centri donna: Vero – Vale
Centri uomo: Leon – Giuseppe - Tommy
Link “lontani”: Lorenzo – Andrea P.
Ala full time: Cate X
Mister e Jolly: Diego CR


Dragoni - Varese 2-2
L’inopinata sconfitta ci costringe a vincere le successive due partite per sperare di passare il turno. La prima è sulla carta la più agevole, ma dobbiamo affrontarla senza Giuseppe, il nostro Capitano e ideatore di quel macchècenefuot - che è diventata un po’ la nostra haka – il quale ha avuto un problema alla caviglia nel finale della partita precedente. In effetti la sfida ai cugini varesini - nonostante una prestazione non eccelsa - ci vede all’approssimarsi dello scadere in vantaggio per 2-1: i cambiamenti voluti da Diego - con Maria spostata all’ala full time (donne cercasi!) – sembrano se non altro restituirci la solidità difensiva. Purtroppo l’ultima azione ci è fatale: 2-2 e ora dobbiamo vincere contro i Tortellini e potrebbe non bastare nemmeno.
Dragoni - Turtlein Touch 3-4
Come spesso accade di fronte al baratro ritroviamo imprevedibili forze che sembravano irrimediabilmente sopite e la partenza – incoraggiata da un briefing vm18 di Diego(mani sulle orecchie per Tommy e Leon)- contro i modenesi è a tutta forza: ci portiamo sopra con una ‘Campari’ perfettamente finalizzata da Leon. Il vantaggio è il preludio a una battaglia senza esclusione di colpi, condotta finalmente ad alto ritmo seppur contro un avversario più attrezzato di noi, che ha un asso nella manica nel velocissimo Giacomino, che esce da un cambio , svernicia la povera Pippi e porta il punteggio sul 2-1 per loro. Ci sono poi le galanti scuse a mamma Pippi per l’irriverente e bruciante corsa solitaria. Il botta e risposta prosegue fino al 3-3 realizzato con una mela (o altro frutto a piacere) magistralmente eseguita sull’asse Tommy-Erik-Pippi. Il tanto onorevole quanto inutile pareggio sembrerebbe essere nelle nostre tasche, ma purtroppo ancora l’impietoso Giacomino cambia passo sull’acciaccato Giuseppe e realizza la meta decisiva: siamo eliminati, pur se in crescendo.
Dragoni-Dolomiti 4-3
L’ultimo posto del girone ci condanna al Purgatorio del torneo per i piazzamenti dal settimo al dodicesimo posto. Il primo scoglio sono i Dolomiti che –oltre a schierare Giorgia nell’inedita posizione di centro- svolgono alla grande il ruolo di promotori del nostro beneamato sport tra i più giovani - anche a discapito dei risultati sportivi - schierando anche un paio di under 10. Va detto – e mi perdoni il lazzo il simpatico Nano - che questa fusion di under e di over, richiama a una certa cinematografia degli anni 70, un Pierino nella classe dei ripetenti insomma. L’impatto con questa formazione promettente ma chiaramente acerba, ci porta forse a sottovalutare l’impegno e ci precipita nello stato narcolettico delle prime due partite. Vinciamo stentatamente con un 4-3 in cui risulta decisivo il punto iniziale di Tommy- non esattamente pregno di fair-play – visto che è stato ottenuto “bucando” tra i loro due elementi più giovani.
Dragoni-Modena 2-1
La vittoria ci proietta alla semifinale per il settimo posto contro i padroni di casa del Modena Touch, il derby della sterilità offensiva, con le ultime due edizioni terminate sul campo rispettivamente 1-1 e 0-0. Il tabu della meta per altro è quasi immediatamente violato con un’altra mela(la frutta è evidentemente indigesta ai Modenesi, forse più abituati ai tortelli) Tommy-Erik-Cate che mi porta in meta per l’1-0. L’illusione di una partita scoppiettante dura poco però, perché il risultato rimane irrimediabilmente inchiodato fino alla metà del 2° tempo quando Giuseppe - finalmente riavutosi dall’infortunio- realizza il raddoppio. Possibile un rilassamento ora? La risposta è evidentemente no. Modena Touch marca immediatamente e ci costringe a un finale tignoso (e anche nervoso) che fortunatamente non porta a ulteriori marcature avversarie.
Dragoni-Touch Roma 2-1
A questo punto un calendario infame ci costringerebbe a una pausa di due ore mortifera per le nostre membra, che ne sarebbero riuscite irrimediabilmente rattrappite, ma ci fanno un piccolo sconto di mezzora. In realtà - nonostante il clima rilassato di fine torneo e i buoni rapporti con Marcova & soci, grazie anche e soprattutto alle buone ambascerie in terra Pontificia di Vero - la partita non è affatto sonnacchiosa, anzi il ritmo è addirittura sfiancante. Diego – che evidentemente tiene molto a questa sfida- entra spesso nelle rotazioni, andiamo subito in vantaggio, loro ci raggiungono con una delle nostri armi favorite: un bel Campari all’ala. E a conferma di quanto dicevo prima, Diego inizia ad esigere tutti i palloni per sé e all’ultimo respiro riesce a realizzare la meta decisiva, che risparmia a noi e a loro un drop-off possibilmente fatale.
Il piazzamento finale, un settimo posto, potrebbe essere considerato un deludente passo all’indietro soprattutto guardando alla progressione negativa dei piazzamenti a partire da Torino 2-5-7. Tuttavia se veniamo a quegli obiettivi, che in uno sport che è principalmente un gioco, dovrebbero rappresentare la Stella Polare, direi che si sono fatti decisi passi in avanti: sono stati inseriti con profitto due nuovi giocatori, il gioco d’attacco è cominciato timidamente a migliorare (anche se solo dai Tortellini in poi), è stato fluido, veloce e inclusivo e così Diego ha dovuto interpretare meno spesso il ruolo di salvatore della patria. Quindi se immaginassimo di mettere in un calice i più e i meno di questa giornata, ne caveremmo un bicchiere di Lambrusco di Sorbara: esordisce al palato col suo gusto aspro, tannico, ma se viene assaporato, soppesato più a lungo col palato, risulta aprirsi nei suoi toni amabili e frizzanti.
E visto che abbiamo voltato la pagina del capitolo enogastronomico di questo racconto, non possiamo far altro che ringraziare le rezdore formiginesi per i tortelli fatti a mano, piatto forte del terzo tempo, a cui non a caso tutti partecipiamo. Il secondo è una buona grigliata di carne e il dessert una selezione di dolci tra cui spicca un salame di cioccolato (fatto coi Cioccorì?) che viene consumato più che altro da me e Silvia, gli altri già sfiancati dal pantagruelico banchetto.
E.R.

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